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"Minime" ... il gioco di vestirsi uguali

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Pubblicato da in Abbigliamento ·
Tags: ModaAbbigliamentoVestiti
Tutto è nato da lì, o quasi. Quando è nata mia figlia, ho iniziato a cercare qualcosa per vestirci uguale perché mi divertiva l’idea. E’ nata così la mia passione per Instagram, la voglia di postare foto, di divertirci con i vestiti. All’inizio era un capo, due. Un mio sfizio. Ma poi, man mano che lei cresceva, questa cosa di vestirci uguale ha iniziato a divertire anche lei che, devo dire, oggi si diverte come una matta quando capisce che è vestita uguale a mamma. E questa cosa dell’abbigliamento coordinato è diventato un po’ una nostra caratteristica, tanto che le mie amiche, ormai, si stupiscono quando non ci vedono vestite uguali. In realtà non è una cosa che si può fare sempre, ma ogni tanto diverte. Mamma e figlia.

Ed è per questo che ho deciso di inaugurare la mia collaborazione con Bimbiaroma parlandovi del mio cavallo di battaglia: l’abbigliamento coordinato o, come viene spesso chiamato, il minime. Un tema sul quale penso davvero di essere ormai un’esperta: tante amiche mi chiedono consigli su dove e cosa comprare. Recentemente una mia amica, addirittura, voleva uscire dall’ospedale dopo avere partorito vestita uguale alla sua piccola.

D’altronde, non è un caso che il nome del mio blog sia atinycloset. Il riferimento è anche a questo, al piccolo armadio di mia figlia in cui qualche capo è uguale a quello della mamma. Come dicevo, tutto è iniziato con Instagram: è qui che ho iniziato a vedere post di mamme e figlie uguali. E non c’è da stupirsi: basta che sin da piccole, le bambine si divertono ad essere vestite uguali all’amica del cuore. E per certe cose, in fondo, non si cresce mai. Per fortuna.

L’abbigliamento coordinato ormai è una moda. Mi è capitato spesso di parlare con stiliste e di sentirmi dire che fino a qualche anno fa questa cosa di proporre gli stessi capi per mamma e figlia assolutamente non piaceva. Ora va così tanto di moda che addirittura ci sono aziende che fanno solo questo (oltre a tanti marchi per bambini che ora propongono anche capi per le mamme), negozi che vendono solo abbigliamento coordinato e, addirittura, brand che hanno iniziato a proporre anche mamma e figlio maschio, o padre e figlio o, ancora, figlia e papà. Insomma, una cosa transgender. E così spesso vedi queste immagini divertenti di un’intera famiglia vestita uguale, dal più grande al più piccino. Ormai c’è di tutto, dai pantaloni alle magliette, passando per pigiami, costumi da bagno, cappelli e accessori per i capelli. Recentemente sono stata a New York e ho scoperto che i grandi magazzini Old Navy hanno addirittura un reparto dedicato al “minime”.  

Non credo serva consigliarvi qualcosa, perché bastano alcuni hashtag specifici (o forse nemmeno quelli) per farveli trovare su Facebook e Instagram. Io cerco sempre di comprare cose abbastanza neutre tanto che spesso i capi “minime” che ho sono parte del mio armadio e mi piacciono anche a prescindere dal fatto che li indossi mia figlia. D’altronde, a lei vanno bene per poco tempo. A me per molto di più!    

Il consiglio che mi sento di darvi è di provare, così, anche per gioco: vedrete che è una cosa davvero carina e che divertirà i vostri piccoli. E, poi, ovviamente, la foto è d’obbligo!

Atinycloset






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