MAGAZINE - Bimbiaroma.com

Vai ai contenuti

Ho una favola per te: La coccinella sfortunata

Bimbiaroma.com
Pubblicato da Chiara Narracci in Narrazione · 11 Febbraio 2021
Tags: Favole
Valore socio pedagogico

Scrivo favole per parlare direttamente al cuore senza filtri razionali. Per far respirare il nostro mondo emotivo troppo spesso compresso, troppo spesso esplosivo. Per farlo sentire visto, considerato, accettato e amato non fosse che da noi stessi.

I figli dipendono da noi nella definizione di ciò che saranno, registrano le nostre indicazioni: permessi e divieti, cercando di farle proprie nella speranza di essere apprezzati o almeno notati da noi genitori. Crescendo le modalità relazionali di ognuno di noi si cristallizzano, anche quando procurano sofferenza, perché poco ci chiediamo se sono buone per noi, ci limitiamo a metterle in scena in modo ripetitivo.

Questa favola vuole dare indicazioni sull’equilibrio relazionale, sottolinea infatti l’importanza di prendersi cura anche di se stessi. Tante le persone che si prodigano nella speranza di entrare nei cuori degli altri, coltivando però la frustrazione di non sentirsi riconoscere un valore perché il loro darsi è percepito come scontato.

Insegniamo ai nostri piccoli il senso del dovere, per essere forti; il senso del dare: per amare ed essere amati e il senso del piacere: che c’è e permane nel rispetto di sé che a sua volta è dato dalla libertà di scegliere di volta in volta quale comportamento adottare a seconda dell’obiettivo che si vuole raggiungere

Questa favola è rivolta ai tanti genitori che hanno a che fare con bambini con disturbi nell’apprendimento, che generano frustrazioni, paure ed ansie in merito alla serenità dei propri figli.

Inevitabilmente queste emozioni generano un’attenzione selettiva tesa a rilevare prevalentemente le stranezze e a trattarli come diversi, tanto da farli sentire inadeguati e ad innescare meccanismi relazionali caratterizzati da fallimenti.

Un buon consiglio può essere quello di insegnare ai nostri piccoli a chiedersi:

è buono per me?

Così che possano essere più liberi e meno scontati.

NON SI ESCE DA UN PROBLEMA CON LO STESSO MODO DI FARE CHE HA CAUSATO IL PROBLEMA........ buon ascolto per saperne di più scrivetemi cnarracci@gmail.com
LA COCCINELLA SFORTUNATA

C’era una volta una bellissima coccinella, Camilla, rosso fragola, con i pois tondi e neri.

Tutti i giorni Camilla veniva chiamata dai desideri espressi da piante e animali, accorreva velocemente, si posava sopra di loro e regalava la fortuna che a loro mancava.

Il dovere di Camilla era di regalare la fortuna, di cui era dotata, a tutti coloro che avevano un sogno realizzabile.

Ma chi non ne ha di sogni nel cassetto?!

Tutti la chiamavano …..

Da quando apriva gli occhi a quando alla sera non li chiudeva, Camilla correva a destra e a sinistra per soddisfare il desiderio di un po' di fortuna in più di tutti quanti.

C’erano i fiori, che la chiamavano per avere lo stelo più lungo, per essere della stessa altezza degli altri, così che potessero avere compagnia.

C’erano i fiori che desideravano avere i petali più grandi, per essere più belli e quelli che li desideravano più piccoli, perché troppo pesanti.

C’era la gatta che voleva avere i piccoli, allora Camilla correva a cercarle un degno futuro papà.

All’uccellino che aveva paura di volare, Camilla creava le condizioni per un primo volo sereno.

Alla rana che sognava di fare il salto più lungo dava la fortuna per vincere la gara.

Al giovane innamorato regalava la fortuna per avere un’occasione di incontrare l’amata.

La povera Camilla correva tutta la giornata a correre per gli altri, senza mai avere del tempo per sé.

Un giorno, mentre era intenta ad ascoltare il prossimo desiderio di qualcuno, il grillo Lapo le disse: “buon giorno Camilla, non mi sembri del tuo solito ottimo umore, cosa ti succede?”

Camilla tanto era intenta a fare il suo dovere che neanche si era soffermata ad osservarsi e ad ascoltarsi. Alla domanda di Lapo si rese conto che obiettivamente si sentiva molto stanca e così gli rispose: “Sai Lapo, sono un po' di giorni che mi sento stanca. Ora ti devo salutare, il dovere mi chiama: c’è una bambina che vuole vincere la gara a cavallo che oggi si tiene dietro il colle, devo correre a darle un po' di fortuna.”

Neanche aveva finito di rispondere al grillo che già la piccola coccinella si era alzata in volo.

La bambina vinse la gara e Camilla fu fiera del lavoro compiuto.

Passavano i giorni e più Camilla cresceva più riusciva a sentire i desideri degli altri anche a grande distanza.

Così, senza neanche pensarci due volte, si alzava in volo e partiva, passando da un desiderio ad un altro, volando alla volta del cane, dell’albero, del cinghiale e del castoro.

Mai che la piccola coccinella si fermasse un attimo: l’aveva educata a fare il suo dovere prima di ogni altra cosa…. Solo che questo era senza fine.
Quando si incontrò di nuovo con il grillo Lapo, gli raccontò che era appena riuscita a salvare un cane rimasto intrappolato in un rovo pieno di spine….. lo aveva sentito piangere e subito era corsa dalla giovane padrona, Chiara, una bambina che lo stava cercando nella direzione sbagliata da ore.

La piccola sebbene avesse gli occhi pieni di lacrime, stava per abbandonare le ricerche tanto era esausta.

“pensa Lapo mi è bastato posarmi sul suo cappellino rosa, perché Chiara smettesse di piangere e potesse sentire il mugolio di Jack”. Dichiarò orgogliosa all’amico grillo. “così, scoperto dove si trovava, è andata a chiamare la nonna che, con delle grandi cesoie, è riuscita a liberare il povero cane Jack”.

Lapo si congratulò con Camilla. “stai diventando brava sai e anche molto coraggiosa. Da quello che vedo e da quello che si dice di te sembra proprio che tu non tema le situazioni più complicate, anche se queste ti costano molta fatica, come riesci a portare la fortuna a tutti?”

“non fermandomi mai grillo!” Dicendo queste quattro parole Camilla volò via, alla volta di un’altra anima in pena!

Il grillo rimasto solo pensò preoccupato: “prima o poi crollerà per la stanchezza!”

Infatti, dopo pochi giorni, incontrò la coccinella che stava ferma ferma e con le zampette si chiudeva le orecchie.

Nel vederla così, il grillo le chiese; “cosa ti succede Camilla?”

“non ti sento amico Lapo, sono molto stanca e ho paura a levarmi le zampette dalle orecchie perché se mi chiamano devo correre!”

Allora Lapo le si avvicinò ad un orecchio, tolse la zampetta di Camilla e le sussurrò piano: “forse pretendi troppo da te stessa, hai il dovere di prenderti cura anche e soprattutto di te prima che degli altri!”

A queste parole Camilla capì che diceva il vero, ma non sapeva come uscirne.

“grillo io ho paura a venire meno al mio dovere e che tutti smettano di parlare di me, di quanto sono generosa, veloce e brava”.

Camilla da un lato era convinta di aver bisogno dei complimenti continui degli altri per poter stare bene, dall’altro non ne poteva più di dare retta a tutti.

Nel sentirla parlare il grillo le suggerì: “sai Camilla, forse c’è un modo per riuscire a farti vivere in modo più equilibrato il tuo dono e il tuo dovere”:

“veramente, e quale?” chiese Camilla incuriosita.

“si, ascoltami, dovresti imparare a valutare i veri desideri da quelli meno importanti. Non puoi continuare a regalare la tua preziosa fortuna anche a chi ha dei desideri futili.”

Camilla gli chiese: “come faccio a capire quanto chi mi chiama stia soffrendo veramente per ciò che vorrebbe?”

“credo che il segreto stia nell’ascoltare attentamente l’intensità del desiderio. Se tu corri a soddisfare i desideri, tutti ne avranno di nuovi velocemente, se invece di correre, mentre ti prendi del tempo per te, senti insistente la chiamata di qualcuno, allora quel qualcuno ha realmente bisogno di te. Viceversa, se il desiderio muore con la stessa velocità con il quale è nato, potrai tranquillamente continuare a fare ciò che stavi facendo”.

“Lapo, che mi dici del mio senso del dovere?”

“Nessuno ti ha detto che devi annullarti per questo, lo continuerai a fare ma con più criterio”.

“Ma Grillo” ribatte Camilla, “in questo modo smetteranno di parlare sempre di me!”

“Sai Camilla, forse parleranno meno di te, ma, quando lo faranno sarà con vera riconoscenza e non tanto per parlare.”

Lapo le fece un dolce occhiolino e saltò via per lasciarla sola a meditare….

Camilla si sentì sollevata e volle provare a mettere in pratica i consigli del grillo.

Si tolse anche l’altra zampetta dall’orecchio e mentre si riposava su una foglia ascoltava i tanti desideri. Proprio come aveva detto Lapo, la maggior parte dei desideri avevano vita breve.

Da quel giorno Camilla visse molto più serenamente e ciò che si diceva di lei le riempiva il cuore.

Chiara Narracci

Di seguito i miei riferimenti



Non sono presenti ancora recensioni.
0
0
0
0
0
Bimbiaroma.com
Portale di carattere informativo
senza fine di lucro
Torna ai contenuti